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Biografia estesa

Marcello Silvestri - biografia estesa

Nato a Castel d'Azzano (VR) il 13 ottobre 1945, Marcello Silvestri ha trovato nei terreni collinosi di Tarquinia un habitat congeniale dove poter creare con i molteplici materiali e colori della Maremma. Pittore e scultore, Marcello è un artista del nostro tempo anche se mai ad esso omologato.  Ama la vita e il mistero che la intesse. Figlio del pensiero sessantottino, e con una formazione in filosofia, teologia e comunicazione, ha intrecciato da sempre nel suo lavoro un forte impegno nel sociale - condiviso dalla moglie Margherita - a partire dalla loro esperienza negli anni '60-'70 presso la Repubblica dei Ragazzi di Civitavecchia.

Il linguaggio universale e multimediale della sua arte contemplativa medita sulla condizione umana e le inquietudini del mondo globalizzato traendo ispirazione dalla spiritualità e dal simbolismo della tradizione ebraico-cristiana. Il suo percorso degli anni '80, Arte come speranza , è stato grandemente apprezzato da un pubblico internazionale e multiculturale. 

Mistico solitario, con il coraggio dell’ avventura e la coscienza dell’ incertezza dell’ imprevisto, Marcello ha varcato con la sua arte figurativa le frontiere dell’Europa e del mondo prima di Schengen. Dopo anni di esposizioni da Parigi (Salon d’Automne, Senato) a New York, da Madrid a Osaka, Roma, Milano, Londra, Liverpool e Bruxelles - dove ha collaborato ripetutamente con il coreografo Maurice Béjart, per Thalassa Mare Nostrum e Le Martyre de Saint Sebastien - decide all’ inizio degli anni duemila, di dedicare la sua arte alla meditazione della natura e del sacro attraverso una nuova grammatica astratta. Così nascono i cicli pittorici Giochi di Bimbo e Sapienza Antica Arte Contemporanea.

Questo nuovo sentiero artistico, che si intersica fortemente con l'altra sua passione, la musica, lo ha portato a numerose collaborazioni con artisti e intellettuali di varie discipline, gruppi di dialogo interreligioso ed ecumenico , e iniziative sulle sfide dell’ immigrazione e sull'Apocalisse presso le università di Cambridge, Oxford e University College London.

Le iconografie a tema religioso di Marcello sono una 'Bibbia a colori' maturata da riflessioni sulla fede e in dialogo con esperti di teologia, scritture e comunicazione. Questi lavori di arte sacra hanno generato notevoli pubblicazioni ed eventi con, inter alia, Edizioni San Paolo e Paoline, Università Gregoriana, frati Francescani, missionari Comboniani, la CEI, UCAI, UCEBI, Institute Catholique (Parigi), Chapelle de l'Europe  (Bruxelles), il periodico Riforma, l'Alleanza Biblioca Universale, il Segretariato Attività EcumenicheGli originali audiovisivi di Marcello, che interpretano testi sacri e temi di attualità tramite le sue opere, lo hanno reso richiesto relatore in scuole di specializzazione, conferenze, incontri coi giovani, e ospite di programmi televisivi di RAI1, come I Segni dei Tempi e Le Ragioni della Speranza. RAI2 ha utilizzato i suoi quadri sulla Via Crucis per la liturgia di Pasqua 2021 trasmessa in eurovisione. 

Marcello sente un contatto viscerale con i ritmi della terra e gli ambienti rurali, la pianura padana delle sue origini come le sponde del Mediterraneo. Dopo aver sperimentato tecniche e materie diverse per le sue creazioni, che includono murales a olio, dipinti a gouache, incisioni, mosaici, sculture in bronzo, ferro, oro, argento, creta, pietra, e anche gioielli e vetrate, dal 2019 circa si focalizza su materiali poveri di recupero per eseguire la serie di opere dedicate ad ambiente, ecologia, salvaguardia del creato, sviluppo sostenibile, pace e conflitti.


Panorama di Tarquinia visto dalla casa di Marcello, e varie foto dell'artista all'opera nel suo studio e giardino


Scultura "gabbiani", opera di Silvestri in bronzo prodotta negli anni '80; installata sulla scalinata dell'ingresso principale del Comune di Tarquinia e ispirata all'omonima poesia del poeta tarquiniese Vincenzo Cardarelli


Scultura di Silvestri sul tema della tradizionale "Processione di Pasqua del Cristo Risorto" a Tarquinia, nella Piazza Trento e Trieste. Realizzata in travertino, in collaborazione con i fratelli Todini